Apple e Jordyn Castor, ingegnere non vedente al servizio della mela, ma il lavoro da completare non manca

La giornata di oggi, per quanto concerne le news dalla rete, vede letteralmente in prima fila la storia di Jordyn Castor, un'ingegnere non vedente che si occupa di accessibilità all'interno della ditta di Cupertino.

La storia di questa ragazza la quale, per altro, mette in campo un curriculum davvero notevole, fa anche scattare, a noi che siamo spettatori da questa parte dell'Oceano, alcune riflessioni che, non ce ne vogliate, vogliono un attimo restare con i piedi per terra.

Nelle settimane scorse la National Federation of Blind americana ha rilasciato questo documento dove, al punto 4, si scaglia contro Apple sostenendo che, nonostante tutti i riconoscimenti rilasciati a Cook in merito ad accessibilità stiano diventando lettera morta e che proprio in quel di Cupertino si stia mollando la presa sull'argomento.

Anche le community internazionali più attive stanno scatenando l'inferno sul web, in questo articolo di AppleVis e tutto questo ha inevitabilmente fatto partire una serie di riflessioni che vanno ad ampliare lo spettro dei ragionamenti che vogliamo sottoporre ai nostri lettori.

Il primo spunto possiamo identificarlo nel come, i fatti ce lo dimostrano ancora una volta, anche un disabile visivo possa affrancarsi dalle solite situazioni professionali poco appaganti attraverso un percorso di studi serio ed intenso.

La dimostrazione, e non è l'unica, è appunto la bella storia di Jordin e, consentitecelo, la cosa lascia molto amaro in bocca qui in Italia dove l'annosa situazione per il lavoro di un non vedente resta ingessata da secoli senza che uno spiraglio si delinei all'orrizonte.

La seconda riflessione scivola inesorabilmente nel campo associativo dove il nostro ormai ex bel paese non brilla di certo nei confronti dei nostri governi mentre la succitata NFB, con buona pace di tutti, interagisce direttamente con il congresso assicurandosi un peso mediatico tale da poter far valere il proprio peso nei confronti di terzi come la Apple stessa, non male vero?

L'ultima nostra digressione la vogliamo dedicare, come è anche normale che sia, al discorso accessibilità vs Apple che secondo molti punti di vista, sta un po' languendo soprattutto per quanto riguarda Mac os.

Attenzione, non stiamo certo dicendo che tutto sta andando a rotoli, ci mancherebbe, ma nessuno può negare che i problemi, in certi ambiti, languono da tempo immemore sui sistemi operativi dei Macintosh e la sensazione sempre più pressante resta quella che il vecchio Voiceover necessiti, ogni giorno che passa, di un lifting a livello di coding, di dimensioni più che importanti.

Nessuno nega che la mela morsicata resta ancora oggi l'unica ditta di spessore mondiale che mette a disposizione dei suoi utenti non vedenti o ipovedenti, la tecnologia assistiva mainstream, ma resta comunque un fatto che la guardia non deve essere mai abbassata e che proprio con Apple c'è ancora tanta strada da fare (siamo ben lungi dall'essere liberi da certi problemi, e che sarebbe il caso di vedere l'attenzione più vigile proprio nei confronti di quei betatester che, nel tempo, possono aver acquisito un attenzione tale da diventare risorsa.

I più maligni potrebbero anche sostenere che l'assunzione di Jordyn Castor, con relativa pubblicizzazione, potrebbe essere un modo per dire alle associazioni americane di come l'accessibilità ha una sua centralità nelle attività di Apple e quindi, sotto sotto, si potrebbe pensare ad uno specchietto per le allodole, ma non vogliamo essere noi a scadere nel complottismo.

Le esigenze di un disabile della vista, oggigiorno, passano attraverso le potenzialità che la tecnologia ci mette a disposizione e non possiamo/vogliamo permetterci di fare passi indietro ed è anche per questo che l'attenzione è sempre alta per coinvolgere tutti i nostri lettori.

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