NFC: la nuova frontiera della nostra autonomia?

Già da molti anni, nel mercato esiste una tecnologia chiamata NFC (Near Field Communication), che si basa sulla trasmissione di segnali a corta distanza da parte di piccoli dispositivi, chiamati tag, i quali possono contenere informazioni interpretabili da un apparecchio, come può essere uno smartphone.
All’interno di questi tag è possibile memorizzare pressoché qualunque cosa: del testo, un link a un sito web, una sequenza di istruzioni da far eseguire al nostro cellulare, e tanto altro ancora.

Le applicazioni, nella vita di tutti i giorni, non si contano: i musei possono applicare i tag alle loro opere per dirigere il lettore ad una pagina di informazioni storiche, mentre gli esercenti dei negozi ne possono trarre vantaggio per permettere ai loro clienti di pagare semplicemente avvicinando il loro smartphone. Se cercate su Internet, troverete sicuramente un gran numero di casi d’uso per stuzzicare la vostra fantasia.
Tuttavia, come è ovvio, pochi vi diranno quali possono essere gli enormi benefici per quanto riguarda l’autonomia di un disabile visivo. Per darvi un assaggio delle potenzialità dell’NFC in questo senso, però, è necessario tornare un po’ indietro nel tempo, all’incirca nel 2014: in quel periodo, in Italia si faceva un gran parlare di un’applicazione chiamata DigitEyes, la quale permetteva di applicare dei QR sugli oggetti di uso comune, per poi registrare un’etichetta audio o testuale per poterli riconoscere.
Il sistema funzionava bene, e nel mondo della disabilità visiva questa pratica diventò una specie di moda. Tuttavia, ben presto gli utenti si accorsero che, specialmente con QR molto piccoli (solitamente applicati agli indumenti) risultava molto difficile inquadrarli con la fotocamera del dispositivo. Ricordo personalmente le meze ore perse a cercare di puntare il QR di una camicia, 3 cm per 3 cm circa, e vi assicuro che la frustrazione giungeva molto, ma molto prima del riconoscimento del mio oggetto.

Bene, dopo aver sperimentato con varie soluzioni, posso dire che l’NFC risolve definitivamente il problema, in quanto si basa esclusivamente sulla vicinanza del nostro dispositivo al tag, non necessitando l’inquadratura come per un codice QR. Utilizzando un’app NFC e un telefono compatibile, sarete in grado di scrivere le vostre etichette testuali e audio sugli oggetti, per poi applicarle a tutto ciò che vi pare.
Un uso che personalmente faccio è quello di contrassegnare i vestiti con dei bottoni NFC, in modo da azzeccarci sempre con gli abbinamenti, anche dove il tatto da solo non arriva.
Va detto, a scanso di equivoci, che vi potrebbe servire una persona vedente per aiutarvi a marcare gli oggetti, ma una volta che avrete messo tutto a regime ne vedrete gli enormi benefici.

Un ottimo posto per cominciare a farsi un’idea di quali tag è possibile acquistare, direttamente online, è il sito italiano
www.shopnfc.com
Invece, per quanto riguarda una buona app NFC, su iPhone consiglio Simply NFC. È in inglese, ma risulta di semplicissimo utilizzo ed è la più accessibile con VoiceOver. Esiste sicuramente qualcosa di altrettanto valido per Android, ma non è il mio settore di competenza per cui lascio agli esperti del robottino verde la parola su questo.

Buon divertimento con i vostri nuovi giocattoli!

Tags: 

1 Comment